136OOHZ

testo critico di Olga Gambari
13_6OO_HZ_concerto per macchine per cucire

un progetto di Sara Conforti

L’azione 13_6OO HZ è qualcosa che vive nel tempo e nel luogo dove accade, ogni volta un organismo energetico, che coinvolge pubblico e performer diversi, che sviluppa un corpo formale e sonoro unico, integrato allo spazio: un attivatore multiplo di significati dalla natura artistica, che vive nella sua azione relazionale. È un progetto di natura concettuale e simbolista, dal cuore sociale e la volontà educativa, che prende forma come una piece teatrale, e alla fine diventa evento sensoriale. Ogni tappa crescendo in respiro, amplificando il senso e l’immaginario.
C’è un’atmosfera che evoca Tadeusz Kantor nel quadro che si apre davanti allo spettatore, echi di metafisica novecentesca: una disposizione di macchine da cucire, la cui installazione varia ogni volta, così come la relazione con altri oggetti. Sono simboli, la società del consumo, l’industria, l’ambiente e l’umanità, cioè sia l’individuo singolo sia la collettività. Le persone che sono insieme vittime, carnefici, testimoni e portatori della responsabilità di agire, reagire, informarsi, cambiare le cose. Una missione che Sara Conforti occulta come mina detonante e poetica all’interno di un ambito tradizionalmente considerato superficiale e legato all’effimero, cioè quello della moda.
Sara, con il suo progetto ànticasartoriaerrante_laboratori nomadi per una moda sostenibile, scava fino al cuore di ciò che è “la moda”, arriva all’habitus, all’idea di costruzione del luogo che accoglie il corpo. Corpo che, prima di abitare il mondo, deve abitare una forma tagliata e cucita nella stoffa, il suo primo guscio, la sua prima formalizzazione di identità verso l’esterno. L’habitus è progetto e dichiarazione d’intenti, è memoria, è radice antica quanto l’umanità stessa. È ricerca di se stessi e dell’altro fuori da noi. L’abito che indossiamo è il nostro passato, il presente e sarà anche il futuro, rispetto al nostro corpo, rispetto all’ambiente con cui l’habitus si relaziona, da cui proviene come materia prima, come prassi di lavoro, a cui ritornerà come scarto, verso cui si pone come modello. Qualcosa che coinvolge tutto il corpo, quello fisico, quello mentale e razionale, quello sentimentale, emotivo, che sono esattamente le stesse condizioni di coinvolgimento e le caratteristiche del progetto di Sara. Riflesso speculare perfetto.
La produzione industriale della moda oggi è in conflitto con l’individuo e con l’ambiente, è un sistema che sfrutta risorse umane e naturali, che suggerisce un comportamento di omologazione di massa, che induce un ciclo irresponsabile di consumo. Il progetto ci parla, invece, di una possibile alternativa, quella di una moda responsabile e sostenibile, che sviluppi anche una capacità educativa, che renda le persone consapevoli di se stessi e di ciò che scelgono. L’azione offre un tempo sospeso per pensare a tutto ciò, per iniziare a pensarci, stimolati da suggestioni diverse e trasversali. In questo l’azione di 13_6OO HZ ha un potenziale divulgativo e informativo importante, perché suggerisce e non insegna, coinvolge emotivamente proponendo elementi che diventano attivi successivamente, come traccia che rimane in ciascuno. Onde quadre e sinusoidali di aghi meccanici che sembrano, invece, naturali, onde marine, eppure è più acute, appunte, fastidiose, si insinuano sgradevolmente, inquiete.
Sono onde di produzione che si mescolano a un drone musicale elettronico, che arriva in 21 minuti da zero a 13.6OO hertz, soglia di tolleranza massima prima che la frequenza sonora inizi a distorcere le percezioni sensoriali. È come arrivare al limite della follia, trovarsi dentro a un vortice che sta per esplodere, e poi fermarsi. Si riallaccia una relazione con una pratica antica, si ipotizza un modus operandi sostenibile, che innesti un nuovo circuito produttivo virtuoso, civile. Bisogna fermarsi, informarsi, ascoltare, scegliere, prendere consapevolezza, avere rispetto: 13_6OO HZ sensibilizza provando a dissipare un’ignoranza, spesso connivente, che si accetta perché è comoda, perché a volte “sapere” spaventa. La performance si riferisce anche al know-how innato del “made in italy”, eccellenza ad alto rischio di estinzione, completamente snaturata dai nuovi trend produttivi, svenduta come marchio, privata di contenuti, rapinata di quella capacità ideativa e artigianale che si impara per tradizione, per contatto diretto. Un’eredità che passa per contatto, inspiegabile a parole. Qualcosa che appartiene a una sorta di dna produttivo, che connota un’identità, un fare, un prodotto.

olga gambari


Critical essay by Olga Gambari

13_6OO_HZ_concert for sewing machines

a project by Sara Conforti

The performance 13_6OO HZ is something that comes to life in the time and place where it takes place, an energetic organism that each time involves different audiences and performers, taking on a body of unique form and sound that is integrated in space. It is a multiple activator of meanings of an artistic nature that lives in its relational actions. The project is of a conceptual and symbolic nature, social at heart and aimed at raising consciousness, and takes shape as a theatrical piece, ultimately becoming sensory. At each step it grows in breadth of vision, amplifying the meaning and the imagery.
In the scene that opens before the spectator there is an atmosphere that suggests Tadeusz Kantor, echoes of twentieth-century metaphysics: an arrangement of sewing machines, their installation varying from performance to performance, as does their relationship to the other objects. They are symbols of society and consumerism, industry, environment and humanity, both single individuals and the collective. People who are at once victims, tormentors, witnesses and bearers of the responsibility to act, react, become informed, change things. This is a mission that Sara Conforti has taken on for herself, like an explosive but poetic mine within the world of fashion, a context traditionally considered to be superficial and tied to the ephemeral.
Sara, with her project ànticasartoriaerrante_laboratori nomadi for sustainable fashion, has delved to the core of what 'fashion' is, has arrived to the habitus, the idea of constructing the place that contains the body. The body, before inhabiting the world, must inhabit a shape that is cut and sewn in fabric, its first shell, the first formalisation of its identity projected towards the outside. The habitus is a design and declaration of intent; it is memory; it is a root as ancient as humanity itself. It is the search for one's self and the other outside ourselves. The garment that we wear is our past and our present, and will also be our future, with respect to the environment that the habitus relates to: the source of its raw materials, a praxis for its elaboration, the destination of its leftovers, towards which it tends as a model. Something that involves the entire body – physical, mental and rational, sentimental, emotional – which are precisely the same conditions for involvement and the characteristic's of Sara's project. It is a perfect mirror image.
The industrial production of fashion today is in conflict with the individual and with the environment. It is a system that exploits human and natural resources, and suggests a behaviour aimed at mass homologation, which leads to an irresponsible cycle of consumerism. Instead, this project speaks to us of a possible alternative, fashion that is responsible and sustainable, which also develops an ability to educate, making people aware of themselves and what they choose. The action offers a suspension of time in which to think about all of this, to begin to think for ourselves, stimulated by suggestions that are various and transversal. This gives the performance of 13_600 HZ an important potential to raise consciousness and inform, because it suggests rather than lectures, and is emotionally involving by offering elements that become active in a later moment, like traces that remain. Square and sinusoidal waves of mechanical needles that appear like natural waves of the sea, and yet the presence of something more acute, pointed, annoying, restless gradually insinuates itself.
These are the waves of production that mingle with a musical electronic drone which grows in the space of 21 minutes from zero to 13,600 hertz, the level of maximum tolerance before the sound begins to distort sensory perception. It's like arriving to the very edge of folly, finding ourselves in a vortex that is about to explode, and then stop. What is recreated is a link to an old practice; what is proposed is a sustainable modus operandi that sets in motion a new cycle of production that is virtuous, civil. We have to stop, find out, listen, choose, become aware, have respect: 13_600 HZ raises consciousness by trying to dispel an ignorance, often conniving, that is accepted because it is easy, because sometimes 'knowing' is scary. The performance also refers to the innate know-how 'made in Italy', an excellence that is in danger or extinction because it is completely perverted by the new trends in production, sold off at a loss, emptied of contents, robbed of that capacity for creativity and craftsmanship that is learned by tradition, through direct contact. It is a legacy that can only be passed down directly, and cannot be explained in words. It is something that belongs to a kind of productive DNA that denotes an identity, a way of doing, a product.

olga gambari


Archivio edizioni passate




 



136OOHZ_concerto per macchine per cucire

IV
edizione COMPULSIVELY
*site-specific
ZONARTE_CASTELLO DI RIVOLI MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA
ARTISSIMA 21_OVAL I LINGOTTO FIERE I SPAZIO ZONARTE
9 NOVEMBRE 2O14_ORE 19.OO

Ideazione e regia_Sara Conforti
Coreografie_Francesca Cinalli
Live Sound Design_Direction_Francesco Mulassano
Sewing sound performers: Paul Beauchamp, Paolo de Santis, Francesco Lurgo, Pierluigi Pusole
Documentazione fotografica_Riccardo La Valle

A cura del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

In collaborazione con:
HUMANA_People to People_Italia
Casacci&C I Macchine per cucito e maglieria

Compulsively, la IV edizione di 136OOHZ_concerto per macchine per cucire a cura del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli verrà ospitata negli spazi di ZONARTE nell’ambito di ARTISSIMA 21 e chiuderà la kermesse con un nuovo tableaux vivant in nero.
IV performance site-specific COMPULSIVELY porterà in scena il gesto quotidiano della vestizione e la sua progressiva deformazione.
Una riflessione sul valore simbolico e semantico dell’abito dove i gesti di un corpo solo interagiscono col proprio desiderio e la sua negazione; col suono orchestrato dalle macchine per cucire ed il proprio respiro in un quadro dove movimento ed emozione, interiorità e racconto, gesto quotidiano e coreografia si mescolano alla ricerca di un’identità perduta o nascosta che l’abito non può risolvere se non riusciamo prima ad incontrare consapevolmente il suo significato più profondo.
(A Dhaka)

136OOHZ_concerto per macchine per cucire

III edizione
*site-specific

CONVEGNO_CREATIVITÀ_LA MODA CHE CREA VALORE NEL RISPETTO DELLA VITA
PALAZZO GIURECONSULTI_MILANO
24 APRILE 2O14

Il progetto è un’iniziativa di:
ICEA_Istituto Certificazione Etica e Ambientale & Ass. Cult. hòferlab
Sviluppato in collaborazione con:
Associazione Jeos I Symbola I C.l.a.s.s. I Sustainability lab I Fondazione Cariplo
Con il patrocinio di:
Comune di Milano I Camera della Moda I CNA Federmoda Fondazione Culturale Responsabilità Etica

La III edizione di 136OOHZ_concerto per macchine per cucire chiude Creatività_la moda che crea valore nel rispetto della vita, il convegno del 17 aprile 2O13 che nasce da un’idea di ICEA e ass. Cult. hòferlab con l’obiettivo di coniugare la creatività del settore tessile con la responsabilità sociale d’impresa.
L’iniziativa, partendo dal ricordo delle vittime del terribile incidente accaduto il 24 aprile 2O13 in Bangladesh_in cui 117O lavoratori, in prevalenza donne, persero la vita nel crollo dello stabilimento del Rana Plaza_chiama imprenditori, creativi e stilisti a misurarsi con il fatto che I modelli di produzione debbano essere rivisti alla luce dei “limiti” imposti dal rispetto dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente e che la sfida della competività passa anche da strategie di creazione del valore che integrano la vitalità dei lavoratori e delle comunità in cui le imprese producono, l’uso consapevole delle risorse ambientali e l’attenzione per il benessere dei consumatori.
136OOHZ si presenta a conclusione delle sessioni dialogiche del convegno milanese in una nuova versione site specific dedicata al tempo e all’ascolto, al sentire e al con-sentire, concetti generatori di un cambiamento sociale responsabile del tessuto sociale attraverso azioni e collaborazioni partecipate.

La costruzione dell’azione avviene, come di consueto, attraverso un workshop preliminare, un laboratorio condotto dal progetto TILDE (Nicola Ratti I Attila Favarelli I Enrico Malatesta), con la coeografa Francesca Cinalli e con la regia di Sara Conforti. Un laboratorio che coinvolge 1O performers di sesso femminile non professioniste negli spazi della Galleria d’arte O di via Pastengo a Milano in un lavoro corale che vede in scena gli esemplari storici ottocenteschi del Museo privato della macchina per cucire di Arcore.
Le coreografie di Francesca Cinalli, accompagnate dalle suggestioni elettroniche di una macchina per cucire elettrica elaborata e condotta dall’artista Pierluigi Pusole animano in transito scultoreo del tessuto nero creato da Miroglio group.
Un’azione iniziale dalla grande capacità evocativa che percorre la sala delle esposizioni dando vita ad una speciale overture che termina con l’incontro con la parte performativa collettiva e da inizio alla performance che svela così al pubblico il nuovo tableaux vivant di 136OOHZ.
In memoria delle vittime del Rana Plaza,
per non dimenticare.


Ideazione e regia_Sara Conforti
Coreografie_Francesca Cinalli
Sound Design_TILDE_Nicola Ratti I Attila Favarelli I Enrico Malatesta
Produzione_Ass. Cult. Hòferlab
In collaborazione con Eleonora Grassi I Olympia de Molossi I Nicoletta Daldanise
Documentazione fotografica_Riccardo La Valle
Documentazione video_Mauro Talamonti
Costume design_Rebeca Jansen I Agata della Torre I Rossana Rupiani

Si ringraziano:
Botto Giuseppe e Figli S.p.A
Giuseppe e Primo Brioschi_Museo Privato per la macchina per cucire di Arcore
Miroglio Group ed Alex Ermini per la realizzazione e la stampa del tessuto in esclusiva per 136OOHZ

136OOHZ_concerto per macchine per cucire

II edizione
*site-specific
ANTONIO MARRAS_MENSWEAR COLLECTION FW 2O14/15
CIRCOLO MARRAS_VIA COLA DI RIENZO_8_MILANO
13 GENNAIO 2O14

In collaborazione con:
Antonio Marras I Atelier Marras
Del Giudice e Nipote_Macchine per cucire_Torino
Coop Soc. Triciclo_Torino
Botto Giuseppe&Figli Spa_Biella

Ideazione e regia_Sara Conforti
Coreografie_Francesca Cinalli I Doriana Crema
Sound Design_Nicola Ratti
Produzione_Eleonora Grassi_Olympia de Molossi_Nicoletta Daldanise
Foto e video_Riccardo la Valle

La seconda edizione di 13_6OO_HZ si concentra come di consueto sul rapporto con la memoria e sul valore della sua trasmissione declinandosi in un’accezione maggiormente legata al rapporto generazionale padre/figlio in linea con la nuova collezione uomo di Antonio Marras dedicata al padre.
Una riflessione corale sull’importanza dell’identità e della memoria, individuale e collettiva che l’abito e la produzione in genere portano con sè.
Un’azione per la valorizzazione del sapere artigianale che costituisce il tratto distintivo del Made_in in un’accezione non solo estetica, ma anche e sopratutto etica. In occasione della collaborazione con l’atelier Antonio Marras, la performance 136OOHZ intende sottolineare la potenziale ricchezza culturale insita nel dialogo intergenerazionale e nella trasmissione delle competenze che hanno reso qualitativamente competitiva la nostra tradizione.
Una congiunzione e fusione tra le partiture elettroniche elaborate sitespecific per l’evento e i suoni “antichi” delle vecchie macchine per cucire a cinghia rese strumenti dal lavoro dei 2O performer che hanno seguito ciascuno la propria partitura per integrarsi nel gioco sonoro.
Il workshop preliminare per la preparazione dell’azione sonora e performativa ha previsto la partecipazione di performer non professionisti di sesso maschile (1O di età compresa tra i 13 ai 2O anni; altrettanti di età compresa tra i 6O e gli 8O anni) impegnati negli spazi dedicati nei 3 giorni precedenti l’evento.


13_600_HZ
Concerto per macchine per cucire

I edizione
*site-specific
EVENTO CONCLUSIVO MODAEDINTORNI_LAB
Castello di Rivoli_Museo d'Arte Contemporanea

29 settembre 2O13

In collaborazione con:
Film Commission Torino Piemonte
Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
PAV_Parco Arte Vivente
ICEA_Istituto Certificazione Etica e Ambientale
Del Giudice e Nipote_Macchine per cucire_Torino
Coop Soc. Triciclo_Torino
Tessuti_Botto Giuseppe_Biella
Tessile Naturale di Walter Corriga
MV_1843

Ideazione e regia_Sara Conforti
Coreografie_Francesca Cinalli I Doriana Crema
Sound Design_Federico Dal Pozzo
Produzione_Eleonora Grassi_Nicoletta Daldanise
Foto e video_Babydocfilm_Torino
Immagine_Pierluigi Pusole&subbakuni_studio

Presentato per la prima volta al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea il 29 settembre 2O13, 136OOHZ_concerto per macchine per cucire nasce come dispositivo “sensoriale” nell’ambito di Modaedintorni_lab una rassegna di proiezioni, incontri e seminari “nomadi” a cura di Sara Conforti (ass. cult. hoferlab).
L’obiettivo della rassegna Modaedintorni_lab (www.modaedintornilab.wordpress.com) è quello di mettere in comune saperi ed esperienze eterogenee che abbiano la moda, la memoria e la produzione come minimo comun denominatore perché sempre più spesso il fashion system contemporaneo si configura come perno di molte dinamiche economiche e sociali che allargano continuamente gli orizzonti del suo campo d’azione dove l’utilizzo della diade etica-estetica favorisce la contaminazione della cultura moderna e delle sue forme d’espressione.
Le serate in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte fanno da pretesto ai seminari tenuti alla fine di ciascuna proiezione, insieme agli autori ed artisti (dai fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio a Franco la Cecla; da Emanuele Caruso a Barbara Ceschi a Santacroce) e ad esperti del settore (Mauro Rossetti_Tessile e Salute per il Ministero della Sanità / Roberto Cavallo per Erica/ Paolo Foglia per ICEA_Istituto di Certificazione Etica e Ambientale) in tre appuntamenti presso il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea ed uno al PAV Parco Arte Vivente.
Questioni come il mercato tessile abbigliamento internazionale e lo sfruttamento della forza lavoro sono, quindi affrontate insieme ad un focus sulle buone pratiche del made in Italy, al crocevia con le ultime ricerche artistiche impegnate nel sociale. Contemporaneamente, i rapporti tra etica ed estetica, insieme al problema dello smaltimento dei rifiuti tessili, mettono in gioco una serie di altre variabili culturali, più legate all’identità e alle strategie di marketing consumistico.
Il workshop preliminare per la preparazione dell’azione sonora e performativa ha previsto la partecipazione di:12 performer di entrambi i sessi impegnati negli spazi dedicati nei 3 giorni precedenti l’evento.